Una svolta per CIO, CTO e Direzioni Tecniche nel mondo manifatturiero
Per chi guida l’IT e l’innovazione tecnologica in ambito industriale, la Direttiva NIS 2 non è solo un aggiornamento normativo: è un cambio di paradigma.
Per anni la cybersecurity è stata percepita come una questione prevalentemente IT: server, reti aziendali, endpoint, posta elettronica.
Oggi lo scenario è diverso. La NIS 2 entra in fabbrica e impatta direttamente sugli ambienti di produzione: PLC, SCADA, HMI, reti industriali, sistemi di controllo.
Non si tratta più di proteggere solo i dati. Si tratta di proteggere la continuità operativa.
IT e OT: una separazione che non regge più
Molte organizzazioni hanno storicamente gestito IT e OT come domini separati: governance diversa, competenze diverse, priorità diverse.
La NIS 2 supera questa distinzione.
La direttiva richiede un approccio integrato alla gestione del rischio cyber, includendo esplicitamente:
- infrastrutture di rete e sistemi informativi
- sistemi di controllo industriale
- supply chain tecnologica
- gestione degli incidenti e continuità operativa
In altre parole, la sicurezza non può fermarsi al firewall dell’ufficio: deve estendersi fino alla linea produttiva.
Per i decisori IT e Operations questo significa una sola cosa: la cybersecurity industriale diventa parte integrante della strategia aziendale.
Il rischio non è solo digitale: è produttivo
Un attacco in ambiente OT non genera solo perdita di dati. Può causare:
- fermo impianto
- interruzione della supply chain
- danni economici diretti
- rischi per la sicurezza fisica
- impatti reputazionali e legali
La NIS 2 impone un approccio strutturato alla gestione del rischio, che in ambito industriale deve necessariamente basarsi su framework specifici come la serie ISA/IEC 62443.
Non è sufficiente “adattare” metodologie IT all’OT.
Serve una valutazione del rischio costruita per ambienti industriali, come previsto dalla 62443-3-2, e una definizione chiara dei requisiti di sicurezza secondo la 62443-3-3.
La compliance non è un documento. È un’architettura.
Nuovo Regolamento Macchine: la cybersecurity diventa requisito essenziale
Il cambiamento non si ferma alla NIS 2.
Il nuovo Regolamento Macchine europeo introduce, per la prima volta, la protezione da alterazioni informatiche come requisito essenziale di sicurezza (Allegato III, artt. 1.1.9 e 1.2.1).
Questo significa che fabbricanti, importatori, distributori dovranno dimostrare che ogni macchina connessa è protetta da minacce cyber.
La cybersecurity entra nel Fascicolo Tecnico.
Entra nella Dichiarazione di Conformità.
Diventa parte del processo di marcatura CE.
Non è più una scelta progettuale. È un obbligo normativo.
Cyber Resilience Act: niente cyber, niente marchio CE
Con il Cyber Resilience Act, l’Unione Europea compie un ulteriore passo avanti.
A partire da dicembre 2027, tutti i prodotti con elementi digitali dovranno rispettare nuovi requisiti essenziali di cybersicurezza per poter essere commercializzati con marchio CE.
L’impatto è trasversale:
- produttori di macchine
- costruttori di componenti
- integratori di sistemi
- distributori
Chi non sarà conforme, non potrà immettere il prodotto sul mercato europeo.
La cybersecurity non sarà più un vantaggio competitivo. Sarà una condizione di accesso al mercato.
Un unico framework per tre regolamenti
NIS 2, Regolamento Macchine e Cyber Resilience Act non sono norme isolate.
Il filo conduttore è chiaro: la sicurezza informatica diventa parte strutturale della sicurezza industriale e della conformità di prodotto.
Il framework ISA/IEC 62443 rappresenta oggi il riferimento tecnico più coerente per rispondere in modo integrato a questi obblighi:
- 62443-3-2 per l’analisi del rischio
- 62443-3-3 per i requisiti di sistema
- 62443-4-1 e 4-2 per componenti e sviluppo sicuro
Un approccio unitario evita duplicazioni, riduce complessità e costruisce una strategia sostenibile nel tempo.
Come affrontare la NIS 2 in fabbrica
Affrontare la NIS 2 in ambito manifatturiero significa:
- integrare competenze IT e OT
- mappare correttamente asset e flussi industriali
- strutturare la gestione del rischio secondo standard riconosciuti
- definire responsabilità chiare a livello di governance
- implementare misure tecniche realmente applicabili in produzione
Non è un progetto solo IT.
Non è un progetto solo compliance.
È un progetto strategico per la resilienza industriale.
Prepararsi oggi significa evitare criticità domani.
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