Business Continuity

Ci piacerebbe aprire qui un sereno confronto con chi deve beneficiare di questa scelta

 

Ci siamo accorti che, tante volte in azienda, abbiamo una forte attenzione alle macchine di produzione, ed una minore considerazione della infrastruttura ICT, o addirittura, del centralino. Una visione olistica dell’azienda, tipica dei ruoli imprenditoriali, tiene invece in adeguato riguardo tutte le componenti. Sappiamo bene che senza computer oggi, anzi, senza dati oggi, non si lavora.
Ma cosa significa per i non addetti ai lavori Business Continuity in merito alla infrastruttura ICT?

Molti pensano che i server ridondati o le architetture di virtualizzazione siano sufficienti. Ma se andiamo a capire le principali cause di interruzione di un datacenter dobbiamo annoverare questa classifica:

  • Guasti elettrici
  • Guasti all’impianto di condizionamento
  • Guasti ai gruppi di continuità
  • Guasti dovuti alla criminalità (e non solo informatica)

 

Ora se analizziamo dette cause dobbiamo dedurre che la maggior parte dei datacenter aziendali dovrebbero essere chiusi. Andare in cloud allora? Ricordiamoci che in Italia, purtroppo, lo stato delle nostre connessioni ad Internet non è così veloce come in altre nazioni (e su questo paghiamo uno scotto di competitività enorme).

Nell’attesa possiamo quindi lavorare anche sull’esistente, con soluzioni “affordable” per dirla all’americana. Molti non prendono in considerazione questo tema, come quello di attivare in azienda un doppio datacenter, perché pensano di dover affrontare costi non sostenibili. Non è così! Oggi tecnologie come l’iperconvergenza consentono di abbattere i costi di entrata. Molti nostri clienti hanno toccato con mano questa verità e ne beneficiano. Avanti allora, se abbiamo i dati possiamo lavorare con serenità.

Giuseppe Mazzoli
Amministratore Unico di 3CiME Technology

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