
La gestione delle patch e aggiornamenti dei pc è uno dei capisaldi della sicurezza IT moderna, ma ancora oggi molte organizzazioni faticano a mantenere sistemi operativi e applicazioni aggiornati con tempestività.
Le difficoltà sono tante:
Spesso viene sottovalutata l’importanza strategica di un patch management efficace. Eppure la correzione delle vulnerabilità è una prima barriera fondamentale per difendersi dagli attacchi.
Come sottolinea un report di IBM Security:
“Il 60% delle violazioni di dati avviene sfruttando vulnerabilità per le quali esistevano già patch disponibili. La tempestività nell’aggiornamento dei sistemi è la prima linea di difesa contro gli attacchi informatici.”
Non sorprende, quindi, che secondo report recenti l’80% degli attacchi informatici sfrutti vulnerabilità note per le quali erano disponibili patch, e che circa il 48% degli incidenti di violazione coinvolga vulnerabilità non corrette.
Questi numeri evidenziano un problema strutturale: un grande volume di exploit compromette sistemi con vulnerabilità note da mesi, se non anni, semplicemente perché gli aggiornamenti non sono stati applicati in tempo. In media, oltre 70% delle violazioni di sicurezza è associato a software non patchato, e oltre il 60% delle organizzazioni soffre di vulnerabilità non corrette a causa di processi di patch management inefficienti.
Questo “rischio latente” non si traduce solo in un maggior numero di attacchi, ma anche in conseguenze economiche significative: il costo medio di una violazione legata a vulnerabilità non patchate può superare i 4 – 5 milioni di dollari per incidente, con picchi ben più elevati in settori critici.
Una gestione manuale o poco strutturata degli aggiornamenti espone le infrastrutture IT a diverse difficoltà operative: il tempo medio per applicare una patch critica può superare le due settimane, lasciando aperta una finestra di attacco che in certi settori è inaccettabile.
È per questo che una larga fetta dei professionisti IT considera ancora la gestione delle patch troppo complessa e dispendiosa in termini di tempo.
Per rispondere a queste criticità, l’automazione della gestione delle patch non è più un optional, ma un requisito operativo. La patch automation permette di:
Un esempio di soluzione che affronta queste esigenze è WatchGuard Patch Management, parte integrante dell’ecosistema di sicurezza endpoint di WatchGuard. Integra funzioni di scoperta automatica delle vulnerabilità, prioritizzazione, applicazione programmata delle patch e monitoraggio centralizzato, il tutto con una visibilità chiara dello stato di sicurezza in real time. La soluzione si integra con i moduli MDR/EPDR/EPP esistenti senza richiedere agenti aggiuntivi complessi, semplificando l’adozione.
l patching automatizzato e strutturato degli EndPoint, con un esiguo investimento economico, ti permette di:
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