PaaS, IaaS e SaaS: differenze pratiche e come sceglierli

Scopri differenze, vantaggi e rischi contrattuali per scegliere il modello cloud giusto.

Spesso troviamo questi termini scritti nei vari servizi digitali. In questo articolo non mi limiterò alla semplice definizione di PaaS, IaaS e SaaS — quella la offre in pochi secondi qualsiasi motore di intelligenza artificiale — ma voglio aiutare a capire i concetti gestionali che discendono da ciascun servizio.

Innanzi tutto, vorrei smarcare una idea comune: quando si pensa a questi servizi, perché di tali si tratta, li si associa immediatamente al cloud. Vedremo che non è così.

Partiamo ovviamente dalle definizioni, che prendo da Google

  • IAAS Infrastructure As A Service
  • PAAS Platform As A Service
  • SAAS Software As A Service

In altre parole, non è necessario acquistare, gestire o utilizzare hardware, software, strumenti o applicazioni da un data center on-premise: è sufficiente sottoscrivere un abbonamento o pagare in base al consumo (pagamento a consumo) per accedere ai contenuti on demand tramite una connessione a internet.

Ora comincio i distinguo e le riflessioni.

 

IAAS: i vantaggi di un’infrastruttura gestita

Per IAAS s’intende quindi un insieme di hardware e software che viene offerto a servizio da un provider. Parliamo di potenza di calcolo, RAM e CPU, nonché spazio disco, più o meno pregiato e veloce. Il vantaggio di una scelta di questo genere sta nella scalabilità, lo svantaggio è nei costi. È chiaro che un provider ci deve guadagnare e quindi, come in un noleggio operativo, si pagano costi aggiuntivi. La flessibilità costa, ma ha i suoi vantaggi. Qui bisogna distinguere tra cloud pubblico e altri tipi di cloud, più artigianali. Infatti, lo IAAS si appoggia, normalmente, su una infrastruttura condivisa. Si pensi allo storage. Ci sono cloud, come AWS, che danno una garanzia di performance ben precisa, arrivando a calcolare, e a far pagare, gli IOPS (Input Output Per Second), mentre in altri casi bisogna “fidarsi” e sperare. Quindi sull’artigianale si spende meno, ma si fa molta fatica ad avere garanzie di performance.

Ecco allora che molte organizzazioni, e qui parte la nostra esperienza, ci hanno chiesto di avere una infrastruttura IAAS on premise, ovvero a casa loro. Godono dei vantaggi di una infrastruttura gestita, per esempio non si devono preoccupare di dover aprire chiamate di assistenza o di fare gli aggiornamenti di sistema operativo, e perdono un po’ di velocità nella scalabilità, perché un eventuale upgrade va previsto per tempo. Viene anche eliminato il rischio connettività, senza la quale il cloud non si raggiunge, spesso sottovalutato dalle organizzazioni.

Naturalmente non sto facendo una scala di valori, presento semplicemente vantaggi e svantaggi di una soluzione.

PAAS: un servizio più legato ai fornitori

Il PAAS è il modello meno diffuso, nel senso che è più di nicchia. Ha i suoi vantaggi. Devo usare un database Oracle di un certo tipo: lo posso affittare sapendo che è ben gestito dal cloud provider, che mi offre anche un servizio DBA competente. Ecco un esempio che bisogna valutare sempre caso per caso. Chi adotta un’architettura PaaS è di norma anche sviluppatore di codice applicativo: per questo il modello risulta meno diffuso, essendo più legato al mondo dei fornitori che a quello degli utenti finali.

SAAS – il noto Software as a Service

Il modello SAAS è di facile intuizione: Microsoft 365 o Google Workspace ne sono l’esempio lampante. Pay-per-use: si paga, si usa e ci si dimentica. Qui sta il punto debole. Parto dall’affitto di un’applicazione ERP gestionale: ci colleghiamo e lavoriamo. Spesso però, dal punto di vista contrattuale, i clienti si dimenticano tante cose:

●       È garantito il backup cloud dell’applicazione e dei suoi dati?

●       C’è un piano di disaster recovery (DR) associato all’uso dell’applicazione?

●       Quali sono le procedure di autenticazione utente che alzano l’asticella della sicurezza?

Troppo spesso i clienti dimenticano questi aspetti che sono critici e vanno contrattualizzati, come se avessimo dati ed applicazioni in casa. Perfino Microsoft, nel contratto base di 365, dice che non garantisce backup o DR dei tuoi dati.

Allo stesso tempo sappiamo che ci sono fornitori applicativi, come SAP, che hanno scelto di erogare i propri software, da qualche anno a questa parte, solo in questa modalità.

Differenza tra IaaS, PaaS e SaaS: come scegliere

E allora? Allora vale sempre quello che dico da tempo. Il cloud non è “la soluzione”, ma “una soluzione”. Bisogna sempre ponderare le soluzioni e magari scegliere una strada mista: ad esempio IAAS on premise per l’intelligenza artificiale e SAAS per la posta elettronica.

 

CaaS: il Container as a Service

Ma non è finita: oggi esiste anche il CAAS Container As A Service: fornisce e gestisce tutte le risorse hardware e software per lo sviluppo e il deployment delle applicazioni con i container. Considerato a volte un sottoinsieme o un’estensione di IaaS, CAAS utilizza come risorsa principale i container anziché le macchine virtuali.

Il mondo va avanti, dobbiamo conoscerlo.

 

Giuseppe Mazzoli – CEO 3CiME

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